Molto rumore per Hillary
Quando i giornalisti di Nbc descrivono il progetto di una serie televisiva su Hillary Clinton come una “pessima idea” o un “incubo” difendono naturalmente lo spazio immacolato della propria reputazione, perché vai a spiegare agli elettori americani che fra la sezione intrattenimento di Nbc e la redazione giornalistica c’è un muro invalicabile. Una mano non sa ciò che fa l’altra, ma il brand che produce quella che si teme sia un’agiografia dell’ex segretario di stato che vede all’orizzonte l’ascesa alla Casa Bianca è lo stesso, e l’incesto fra giornalismo e politica è foriero di problemi, quando è troppo esplicito.
12 AGO 20

Quando i giornalisti di Nbc descrivono il progetto di una serie televisiva su Hillary Clinton come una “pessima idea” o un “incubo” difendono naturalmente lo spazio immacolato della propria reputazione, perché vai a spiegare agli elettori americani che fra la sezione intrattenimento di Nbc e la redazione giornalistica c’è un muro invalicabile. Una mano non sa ciò che fa l’altra, ma il brand che produce quella che si teme sia un’agiografia dell’ex segretario di stato che vede all’orizzonte l’ascesa alla Casa Bianca è lo stesso, e l’incesto fra giornalismo e politica è foriero di problemi, quando è troppo esplicito. Il capo del Partito repubblicano, Reince Priebus, ha messo in guardia Nbc e Cnn, che stanno producendo variazioni televisive sul tema hillaryano, e minaccia di chiedere la loro esclusione per manifesta partigianeria dal redditizio business dei dibattiti elettorali che verranno. La domanda, però, è se queste attenzioni pop su Hillary facciano bene a Hillary. Lei non ha annunciato nulla di ufficiale, ma anche i più distratti a Washington hanno notato il fiorire di gruppi di sostegno “spontanei” alla candidatura della ex first lady. In Iowa – lo stato da cui parte la corsa delle primarie – un gruppo di attivisti democratici sta tenendo un workshop dal titolo “Madam President”, e non c’è bisogno di aggiungere altro. Ma la prima a doversi guardare da una overdose d’immagine è l’oggetto di attenzioni televisive che promettono di concretizzarsi proprio in concomitanza con la campagna elettorale verso il 2016. L’esaltazione di una èra clintoniana declinata al femminile è persino eccessiva, e il problema degli strateghi dell’ex segretario è quello di non bruciare l’operazione con eccessi di confidenza e mosse incaute.
Nemmeno i liberal sono convinti che trasposizioni televisive che è difficile immaginare intrise di vis polemica faranno bene alla loro eroina. Maureen Dowd, affilata columnist del New York Times, dice addirittura che Preibus ha ragione; Media Matters, cane da guardia dei media che regolarmente bastona i vizi giornalistici della destra, spiega che il tempismo delle operazioni “suscita troppe domande sul conflitto d’interessi in vista delle elezioni”. Con il fare offeso di chi si sente bersagliato da insinuazioni, Nbc e Cnn fanno appello a quella presunta imparzialità politica che rischia di danneggiare innanzitutto Hillary.